Rinoplastica

Rinoplastica

Il naso, per la sua posizione di centralità a livello del volto e come elemento fortemente caratterizzante i lineamenti del viso, ha rappresentato un distretto anatomico con il quale il chirurgo, ed in particolare il chirurgo plastico, si è cimentato fin dagli albori di questa nobile arte con finalità puramente ricostruttiva, in seguito a ferite e deformità post traumatiche o demolizioni oncologiche ma anche, sempre più frequentemente con finalità estetiche ovvero per riportare forma, dimensioni e proporzioni di questa unità estetica nell’ambito di canoni universalmente riconosciuti come esteticamente “corretti” e “gradevoli”, pur senza cadere nello stereotipo, affinchè vi sia una otti¬male integrazione del naso con le altre unità estetiche del volto. Non dobbiamo inoltre dimenticare la funzione che il naso svolge nella dinamica respiratoria e pertanto, ogni qualvolta ci accingiamo ad “operare” un naso dobbiamo eseguire una attenta anamnesi respira¬toria del/della paziente, un accurato esame clinico supportato da indagini strumentali (radiografie, TAC, rinomanometria ecc.) al fine di diagnosticare qualsiasi condizione che possa inficiare la corretta respirazione (deviazione del setto nasale, ipertrofia dei turbinati, rinite allergica ecc.) e possa pertanto beneficiare di una soluzione chirurgica. Infine, un altro elemento im¬portante nella valutazione pre operatoria, spesso sot¬tovalutata dai pazienti è la cute della piramide nasale, generalmente più sottile e plicabile nella metà supe¬riore del naso e più spessa e seborroica nella metà inferiore ma comunque ampiamente variabili in que¬ste caratteristiche in base a fattori costituzionali (fa¬miliarità, fototipo cutaneo) e razziali; ovviamente tutto ciò si ripercuoterà sulla possibilità di ottenere o meno una buona definizione e riproduzione dei dettagli dello scheletro osteo cartilagineo della piramide nasale su cui il chirurgo avrà apportato le opportune correzioni. Completate le valutazioni pre operatorie, compren¬denti anche gli esami ematici , l’ECG e la visita ane¬stesiologica e, messo a punto il progetto chirurgico scrupolosamente concordato e condiviso con il/la paziente, si procede all’intervento. Nelle situazioni in cui viene programmata una “rinoplastica parziale” (plastica della punta, correzioni minime del dorso o revisione di pregresso intervento) è possibile procedere in anestesia locale con assistenza/sedazione anestesiologica. Nel caso in cui venga eseguita una rinoplastica comprendente l’osteotomia delle ossa nasali, magari associata alla chirurgia funzionale sul setto nasale e/o sui turbinati o, ancor più, rinoplastica associata a procedimenti ancillari su altri distretti del volto come mentoplastica, liposuzione della regione cervicale anteriore (cosidette profiloplastiche) è preferibile procedere in anestesia generale per un maggior confort del paziente, il tutto in regime di Day Surgery o con una notte di degenza in casa di cura. Il post operatorio non prevede tamponi nasali nella rinoplastica o al limite per le prime 12-24 ore post operatorie, mentre nei pazienti che hanno avuto anche una chirurgia funzionale sul setto e/o turbinati, i tamponi vanno mantenuti per circa 3 giorni. In ogni caso, nel periodo post operatorio è prevista una cerottazione esterna unitamente ad archetto rigido esterno contenitivo. Dal punto di vista clinico il post operatorio è caratterizzato da gonfiore della regione centro facciale ed ecchimosi delle guancie che si risolvono mediamente in 7-10 giorni; la sintomatologia dolorosa, generalmente non importante, viene controllata con i comuni analgesici. Il risultato estetico e funzionale si può apprezzare già nel giro di un paio di mesi ma arriva ad una stabilizzazione completa all’incirca in 1 anno dall’intervento. In conclusione si vuole sottolineare come l’intervento di rinoplastica sia la sintesi di una accurata program¬mazione pre operatoria, estremamente personalizzata, affinchè il risultato finale, frutto di un gesto chirurgico meticoloso ed elegante, si integri armonicamente nel volto del o della paziente senza manifestare alcuna stigmata chirurgica.